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    Luca
    July 31 9:44 AM
     
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    KIA
    June 02 9:06 PM
    Ciao!Passavo di qua ed ho deciso di lasciarti anke io un commento...Ho visto ke 6 di Novara...io di Torino!Stessa regione...avevo anke un amica di Novara ke xò adesso è andata a stare a Parma!Se ti va passa dal mio blog a commentare un pò...Baci baci Chiara!
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    Fabio e Simo
    March 12 11:23 AM
    approfitto per comunicare a tutti che la Final Four di Coppa Italia di serie B si terrà a Benevento il 19 e 20 marzo.
    Le squadre ammesse sono:
    Accademia volley Benevento, Edin Vigevano, Pallavolo Donoratico, Pallavolo Reggio Emilia
    Per ogni info vi consiglio www.accademiavolley.it
    La finale sarà trasmessa in diretta su un canale satellitare che vi potrò comunicare nei giorni prossimi
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    GREEN VOLLEY
    March 06 11:51 PM
    ciao grazie per aver visistato il nostro sito...ma il sito dell avostra squadra come è?perchè non mi riesce trovarlo...tanks...A bocca apertaciao ciao
  • Fabio e Simo
    March 06 11:45 AM
     
    grazie della visita al nostro blog ma ci resta in dubbio di come l'abbia trovato: abbiamo amici in comune?
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    December 14 7:14 PM
    ciao cuginetta!! sn alison!! bello il tuo blog!! è da tnt ke nn ci vediamo!! nn vedo l'ora d venire su x vedervi tt quanti!! saluta zia,zio e la dady!! 1 bacione!! ti vojo tanto bene!! =alison=
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    lori
    November 14 1:39 PM
    bello il tuo blog soprattutto il colore.....
    FORZA SPARKLING
    Lori
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    Stefanino
    November 11 4:09 AM
    Grazie mille per aver visitato il blog degli ultrasvolleymilano!!!! Vedrai con Lapo qualcosa cambiera'!!!!!!!!
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    November 09 7:41 PM
    Grazie mille, sai ogni volta che la leggo mi commuovo anche io...ci passerò spesso a trovarti....un bacio elena
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    Ilario
    November 09 10:44 AM
    Grazie per il commento sul mio blog...Molto carino anche il tuo..Ciao
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    Lapisinha
    November 08 7:35 PM
    CIAO e BUONA SERATA!!!!
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    November 08 7:24 PM
    ciao molto carino il tuo blog, ho anche visto che 6 di novara.....io sn della provincia....un salutone...ciao Elena
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    Stefano
    November 08 12:34 PM
    ...ciao!!! Grazie per il passaggio e per il commento nel mio blog!!!! Anche il tuo molto carino, belle le citazioni dei film...torna pure a leggere il mio blog quando vuoi!!
    A presto...
    Step
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    (nessun nome)
    November 06 2:04 PM
    Ciao e GRAZIE per aver visitato il Blog!
    Torna a seguire le avventure pallavolistiche della squadra!
    Buona giornata!
    Coacha e i Ragazzi della Pallavolo Torino
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    baby 16
    November 05 1:55 PM
    ciau so ke nn ci conosciamo..passavo di qua..e ho deciso..di lasciarti un commento..cmq io sn Alice..se vuoi puoi passare dal mio blog..ciau baci
  • (nessun nome)
    November 02 8:37 PM
    Ciao,carino il tuo blog,beh se ti piace la grafica passa sul nostro forum,puoi imparare a graficare con i nostri tutorial psp,tutti i segreti dell'html e inoltre potrai fare richieste grafiche,ci farebbe molto piacere averti con noi.Ti aspettiamo. ^___^ Sparkling Angel
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    marica
    November 02 8:32 PM
    Ciao sn passata di qui e ti lascio il mio saluto!!!! Abbiamo lo stesso nome sl ke il mio è marica kn la c..... beh passa da me se ti va...
    Ciao ciao
    Marica Mezzaluna addormentata

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    October 03 9:34 PM
    cavoli socina ma quanto sei stata brava??
    io ho ancora la febbre ma ho deciso di tentare lo stesso a riempire un po' questa nuova attività della pallavolo galliate...sbaglio???
    Animoticon adesso cerco di compilare la scheda tecnica....sempre se riesco a trovare ancora le domande!!!!!!!Partyciao socina mia!!!
    un bacione
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May 28

Estate...

Che dire...
Arriva un'altra estate.... e e manca meno di un mese al mio compleanno....
Domani si parte per la Spagna...per fortuna si stacca 5 giorni da questo posto.... Non ne posso più....
A bocca aperta
 
La cosa positiva è che quest'anno, ad agosto, farò due vacanze... Non vedo l'ora....
Mare, spiaggia, sole, beach volley....
 
 
Questi i due hotel...
SAluto e tornerò presto con le foto della Spagna...
 
Bacione
 
 
March 04

Felicità

 
 
Nella vita ci sentiamo spesso stanchi, avviliti, demotivati, depressi e senza passioni. Quando accusiamo uno di questi sintomi andiamo dal medico perché pensiamo di essere seriamente ammalati. Il medico ci visita, non riscontra nessuna malattia e spesso ci dice soltanto che siamo depressi, che é la malattia del secolo, che abbiamo bisogno di un forte ricostituente per tirarci su. Questa diagnosi può essere giusta ma vi sono anche altre possibilità. Viviamo in un periodo di cambiamenti: alle porte una guerra che distrugge le nostre certezze, i terremoti, tutti i cambi sia ambientali che politici o culturali. Io penso che tutti questi cambiamenti servano anche ad un risveglio spirituale, a un salto di qualità che l’umanità deve fare per entrare nella nuova era e tutto questo è accompagnato da disagi psichici e fisici che coinvolgeranno ogni uomo. Forse è questa la ragione perché le persone più sensibili si sentono a disagio. Captando questi cambiamenti aumentano, in loro, le resistenze e i disagi e nascono malesseri e malattie. Cambiare, ha sempre scatenato nell’uomo situazioni insostenibili che aprono le porte a malattie, dolori, resistenze, paure e tensioni. Cambiare ci fa paura, ci sentiamo soli e vorremmo che nulla turbasse la nostra pace interiore. Se vi sentite a disagio e con malesseri strani, se siete ipersensibili, se captate qualcosa ma non sapete cosa vi debba succedere, presto o tardi, anche voi, sarete presi da questi dubbi e paure ed allora ecco delle possibili soluzioni ai vostri problemi. 1. I dolori che sentite al collo, alle spalle e alla schiena, spesso sono causati da cambiamenti che non avete il coraggio di attuare e che vi spingono verso un risveglio interiore. Questi cambi servono per cancellare in voi il passato, che vi porterà a grandi lotte interiori. 2. Per superare questi malanni dovreste accettare i cambiamenti che avete di fronte accettando la vita futura con forza e determinazione. 3. Se spesso sentite forti emozioni e piangete senza una ragione apparente, ricordate che piangere fa bene e vi aiuta a scaricare le energie e i fermi che avete dentro. 4. Rivoluzioni nella vita affettiva, nel lavoro, nella carriera vi rendono nervosi, chiusi e senza stimoli ma sono inevitabili per la vostra evoluzione. Accettate questi cambi e guarirete da ogni malanno. 5. Durante questi cambi i rapporti con gli altri saranno disarmonici. Per superare questo momento lasciate che ognuno segua la sua strada e se si allontanerà da voi lasciatelo con amore e senza risentimento. 6. Le lotte con gli altri e con voi stessi vi porteranno all’insonnia, che é il risultato di ciò che state cambiando e che vi scatena emozioni e tensioni che vi agitano. 7. Alcune volte sarete consapevoli dei cambiamenti effettuati, anche se vi sentirete disorientati o sradicati dalla vita e dal vostro ambiente. Questo accade perché il fisico si oppone ai cambiamenti. Lasciate al fisico il tempo per accettare i cambi e tutto tornerà come prima 8. Spesso vi troverete a parlare al vostro "Sé" interiore che aprirà un nuovo livello di comunicazione all'interno del vostro essere. 9. Quando sentirete un senso di solitudine, anche in mezzo ad altre persone, pensate che siete soli. Questo accade perché le guide spirituali si sono allontanate da voi per lasciarvi scegliere. 10. Durante i cambiamenti sentirete di avere perso ogni passione e ogni desiderio. Questo fa parte del processo di cambiamento che avete in atto. Non agite e cercate di chiudere con il passato. 11. Quando sarete alla fine del vostro cammino interiore sentirete la voglia di andarvene, sparire o tornare a casa. Questa è la dimostrazione che siete pronti ad iniziare un nuovo ciclo di vita. Quelle che vi ho esposto sono semplici cose che dovremmo attuare per superare i momenti di solitudine, crisi, sconforto, depressione e incomprensione. Pensare che tutto avviene perché dobbiamo cambiare e portare, nel nostro essere, una nuova energia e una nuova speranza che ci serviranno per superare i momenti difficili che incontreremo. Non spaventatevi e ricordate che vivere la vita è una scuola, a quale classe sarete arrivati dipende dalla vostra evoluzione e che, per continuarla e superarla, dobbiamo prepararci molto bene.

PARLIAMO DELLA SOLITUDINE

 

La solitudine è un problema che tocca drammaticamente milioni di persone. Oggettivamente è una condizione trasversale, nel senso che può riguardare tutte le personalità del Well-being. È invece soggettiva la risposta che si dà a essa e quindi anche i danni che può provocare.

Alcune personalità non sanno rispondervi bene e finiscono per ingigantirne gli aspetti negativi. Infatti

 

la solitudine non può essere considerato un fattore penalizzante

 

Questa frase stupirà molti, ma l'analisi che condurremo vuole proprio mostrare che se l'assenza di solitudine è un fattore facilitante, la solitudine non è una condizione necessariamente negativa. Per analogia, se la ricchezza è facilitante, la non ricchezza (che necessariamente non vuol dire povertà) non è penalizzante, mentre può esserlo la povertà estrema.

In altri termini, è la gestione della solitudine che può portare a una condizione negativa dell'esistenza e tale gestione è critica in alcune personalità.

 

La teoria. Classicamente la solitudine è collegata allo stato in cui non si ha compagnia, non si ha vicino nessuno, quindi al concetto di relazione con altri simili. Un aneddoto chiarirà perché tale visione deve essere modernamente superata.

E' un episodio avvenuto in Veneto nel 1976 durante un torneo di scacchi piuttosto importante: un maestro internazionale era seduto al tavolo di un caffè e stava analizzando la sua partita con la scacchierina portatile; improvvisamente una scossa di terremoto (quello che devastò il Friuli) seminò il panico nella piazzetta, provocando un fuggi fuggi generale. L'unico che non si spostò fu il nostro maestro che continuò nella sua analisi, vanamente richiamato dai suoi amici. Il suo amore per gli scacchi era tale che nemmeno un terremoto poteva distoglierlo.

È abbastanza evidente che il nostro scacchista, quando analizza, che sia solo o meno, che ci sia un terremoto o meno, poco importa. D'altro canto molte persone pur avendo la compagnia di altre persone si sentono sole. Dovrebbe essere abbastanza evidente quindi che la relazione con altri simili non basta a lenire completamente il senso di solitudine che l'individuo può provare. D'altra parte, quando le relazioni umane sono molto strette, la solitudine è assente: avere una famiglia, veri amici ecc. è una condizione sufficiente per non essere soli.

Elaborando i dati sopraesposti, è possibile arrivare a una definizione più moderna di solitudine:

 

la solitudine è lo stato di chi non sta vivendo oggetti d'amore

 

La nuova definizione combacia con quella classica se l'oggetto d'amore è una persona, ma è profondamente diversa perché consente di svincolarsi dalla necessità del rapporto umano.

È immediato notare che molte persone single che hanno una vita molto intensa, riempita dal lavoro e/o da hobby cui tengono molto non soffrono affatto la solitudine.

 

La strategia. Sembrerebbe quindi che la strategia antisolitudine sia quella di avere oggetti d'amore che riempiano la nostra vita. Ed è così. Il vero problema all'attuazione della strategia è che spesso per avere molti oggetti d'amore, per essere avidi di vita, occorre avere una grande capacità d'amare.

Un soggetto che ha un solo oggetto d'amore presumibilmente avrà degli spazi delle sue giornate in cui sarà (si sentirà) solo (in senso classico). Chi ha una personalità equilibrata sarà naturalmente portato verso altri oggetti d'amore che riempiranno la sua vita, chi non ce l'ha, o non l'ha ancora perfezionata, troverà ostacoli in questo processo che gli impediranno di non vivere negativamente la solitudine.

 

Gli svogliati – Il loro grande problema è che, avendo una scarsa forza di volontà nevrotica non sono in grado di costruirsi oggetti d'amore perché raramente superano lo scoglio della fatica della conoscenza dell'oggetto; non avendo la forza di investire risorse verso ciò che potrebbero amare, hanno coinvolgimenti superficiali e quindi inutili.

Gli inibiti e i mistici – La loro solitudine è complicata dai loro dogmi, ma spesso sono in grado di vivere in modo talmente intenso il dogma (per esempio l'eremita) da non avvertirla.

I sopravviventi – Poiché non riescono ad andare a fondo dei loro oggetti d'amore, questi ultimi sono in grado solo di limitare, ma non rimuovere le sensazioni spiacevoli collegate alla solitudine.

I romantici – Avvertono in modo particolare l'oppressione della solitudine perché idee classicamente romantiche sono l'amore (o in subordine la vera e profonda amicizia) o la famiglia che sono viste come condizioni necessarie alla felicità. La solitudine diventa il marker esistenziale che mette in luce il fallimento del tentativo di realizzare tali idee. Non a caso spesso il Romantico risolve (male) il problema della solitudine con la strategia dell'ultima spiaggia.

 

Il contatto umano. Prima di esaminare le strategie sbagliate è importante sottolineare che alla base della mancata soluzione del problema solitudine esiste spesso una difficoltà di contatto umano con quel mondo neutro che è costituito dalla gran parte dei nostri simili. L'importanza del contatto con il mondo neutro è rilevata dal fatto che

 

molte persone del nostro mondo dell'amore appartenevano al mondo neutro.

 

Si pensi al nostro partner o ai nostri più cari amici. Quindi:

 

una gestione disastrosa del mondo neutro comporta spesso un mondo dell'amore piuttosto vuoto.

 

Prescindendo da casi patologici, persone perfettamente "normali", anche molto vicino all'equilibrio psichico (nel senso del Well-being), non sanno gestire i rapporti umani in modo che possano essere positivi al massimo.

Alcune personalità guastano i rapporti a causa dei loro difetti intrinseci: i deboli hanno una scarsa forza e, quando si accorgono che il rapporto può essere troppo oneroso da sostenere, spesso lo troncano o lo limitano; i violenti rovinano molti contatti umani perché non sanno tenere a freno i difetti collegati alla loro violenza (per esempio invidia, gelosia, possessività ecc.), i contemplativi e gli statici tendono a essere spesso "pesanti" con contatti che esulano dai loro oggetti d'amore, i vecchi mal si adattano a ogni contatto che richieda una modifica nella loro vita.

È però più interessante studiare il comportamento di chi, per personalità, non sembrerebbe portato ad avere difficoltà di relazione, mentre all'atto pratico le evidenzia.

Poiché tali difficoltà aumentano con l'invecchiamento del soggetto (molte persone rimpiangono i tempi dell'adolescenza o della scuola in cui era molto facile avere amici e la solitudine era una parola sconosciuta), si può ritenere che, se non si corre ai ripari, sia naturale evolvere verso la solitudine dell'anziano. Infatti gli anziani sono soli soprattutto perché non riescono più a gestire bene i rapporti umani; studiando il loro tipo di solitudine e adattandolo a tutte le età, si scopre che tratti comuni sono:

·         La valutazione discreta; le persone vengono scisse fra positive e negative, senza toni intermedi e l'universo di quelle positive si restringe sempre più, spesso rimanendo confinato ai soli familiari. L'universo negativo è rifiutato e i contatti con esso decisamente limitati.

·         La gestione passiva; non esiste nessun tentativo di gestire l'universo positivo che così può interagire con noi solo se è propositivo. In altri termini, si pretende che la montagna venga sempre da Maometto. 

Ribaltando i due punti precedenti, si scopre che la strategia corretta per ottimi rapporti umani si basa su: 

·         Una valutazione continua delle persone. In ogni persona c'è qualcosa di buono che consente con lei un rapporto positivo: nostro compito è saperlo estrarre.

·         Una gestione attiva. Non limitiamoci a ricevere (subire) proposte (che magari sono parzialmente in conflitto con il nostro sentire), ma prendiamo in mano la situazione e vediamo di proporre (sperabilmente con entusiasmo!) contatti umani che esaltino i reciproci pregi, nascondendo del tutto o in parte i reciproci difetti. 

Una gestione attiva dei rapporti umani è un investimento per il nostro futuro, non sottovalutiamone l'importanza.

 

Le strategie sbagliate. Sono ovviamente infinite e nascono dal fatto che, anziché ricercare oggetti d'amore, la persona riempie i propri buchi esistenziali in altro modo. Le strategie più frequenti sono quelle che impiegano la strategia della cooperativa e le attività di gestione.

Nella strategia della cooperativa il soggetto è portato a circondarsi di persone sia assumendone in carico i problemi (una versione di questo atteggiamento è lo sbocco nel volontariato di molte persone sole), sia partecipando come comparsa alle attività del gruppo. È abbastanza evidente che tale strategia possa solo limitare la solitudine perché esistono sempre momenti in cui la persona resta sola con sé stessa.

La strategia di gestione consiste nell'utilizzare le attività di gestione per riempire la propria vita: la casa, il giardino, l'auto, lo shopping, la burocrazia ecc. Senza amare veramente questi oggetti (che quindi non sono oggetti d'amore), li si usa per riempire il tempo. Si arriva persino a negare la solitudine (solitudine negata), convinti che "non si ha mai tempo".

 

IL COMMENTO

 

Quando sei solo dentro